Un libro che rivela i particolari più curiosi di Alexandre Dumas e di Firenze
Conoscere la Firenze più vera attraverso
gli occhi del grande scrittore parigino

Alexandre Dumas aveva l'Italia nel cuore: ha raccontato i paesaggi e la storia, dall'antichità al Rinascimento fino al Risorgimento e molte delle sue opere sono ambientate in Italia. Non solo, prese parte attivamente ai movimenti del Risorgimento, frequentò i patrioti italiani in esilio a Parigi, in particolare la Giovine Italia, la società segreta dei carbonari, fino a diventare amico di Garibaldi e suo biografo personale.

Questa passione ebbe origine all'età di 16 anni quando iniziò lo studio della lingua italiana; in seguito scoprì la letteratura romanzesca italiana attraverso la lettura del romanzo di Ugo Foscolo Ultime lettere di Jacopo Ortis. La perfetta conoscenza dell'italiano gli permise di avventurarsi nella traduzione della Divina Commedia di Dante, che però non riuscirà a completare.

Nel 1832 Alexandre Dumas contrasse il morbo del colera; decise di lasciare Parigi per respirare aria più pura, e soprattutto perché coinvolto nelle sommosse del giugno 1832 nella capitale francese. Fu costretto a scappare riparò in Italia, sfruttando la grande amicizia che aveva con Alexandre Bixio, fratello maggiore di Nino Bixio, futuro generale di Garibaldi, di cui diventerà grande amico.

Tra il giugno e il dicembre del 1835, Alexandre Dumas affronta il suo viaggio più importante in Italia con la compagna Ida Ferrier, il pittore Janin e il suo cane Milord. Sarà un viaggio molto avventuroso: a causa di una denuncia, venne arrestato dalla polizia del Regno delle Due Sicilie, e quindi espulso. Si trasferì allora a Roma, dove incontrerà Stendhal e l'amica George Sand, ma sarà nuovamente espulso. Farà pertanto ritorno a Parigi.

Nel 1840 decise di partire di nuovo per l'Italia, ma dato il divieto di ingresso a Napoli, a Genova e a Roma, scelse di venire a Firenze e per restarci a vivere più a lungo. Gli furono offerti settantamila franchi per redigere il catalogo della Galleria degli Uffizi. Di Firenze scriverà essere la città “più bella d'Italia e quindi del mondo”.

Dumas renderà spesso visita al principe Jérome Napoléon, fratello di Napoleone Bonaparte, che abitava nella villa di Quarto, nei dintorni di Firenze. Il principe gli chiederà di fare il precettore del figlio di 19 anni e insieme andranno all'Isola d'Elba e da lì scopriranno la misteriosa Isola di Montecristo.

In ricordo del viaggio fatto insieme, Dumas prometterà al suo giovane compagno di intitolare una delle sue opere future L'isola di Montecristo. Rientrato a Parigi, nel 1843 inizierà la stesura del romanzo che, come promesso, uscirà con il titolo Il conte di Montecristo, nell'estate del 1844, pubblicato a puntate sul Journal de débats.

Caterina Perrone racconta tutte queste vicissitudini del grande scrittore francese con la passione della ricercatrice e lo stile narrativo della romanziera di qualità, arricchendo di questa perla la ormai nota e corposa collana “Stranieri e Firenze” dell’editore Angelo Pontecorboli.
Nei capitoli introduttivi del suo libro ci parla della vita e delle opere di Alexandre Dumas, in quello conclusivo delle sue idee sociali e politiche che erano indubbiamente rivoluzionarie. Dal terzo capitolo entra nel vivo della permanenza del grande scrittore francese a Firenze. Non è facile raccontare con precisione un personaggio esplosivo e inafferrabile come Dumas, ma l’autrice ci è riuscita benissimo, grazie alla sua passione per la scrittura e alla sua competenza storica.

Caterina Perrone sembra che abbia davvero seguito Alexandre Dumas nei suoi continui movimenti. Ha raccontato il suo arrivo in città, lo ha seguito per le sue passeggiate tra le strade di Firenze; nella visita dei grandi palazzi come Palazzo Pitti e lo ha accompagnato nelle nobili case patrizie che lo hanno ospitato, come Palazzo Corsini, Villa Palmieri; è stato con lui a passeggiare alle Cascine, che gli ricordavano il Bois de Boulogne; è stato con lui al Teatro della Pergola; ha assistito insieme a lui ai festeggiamenti per il patrono della città nel giorno di San Giovanni, in particolare ammirando la corsa dei carri in Piazza Santa Maria Novella.

Caterina Perrone ci parla anche della passione di Dumas per la storia della Famiglia de’ Medici, per gli intrighi a Palazzo, con una lunga citazione della Congiura de’ Pazzi, sicuramente ispiratori delle sue opere ambientate in Italia. In particolare, l’autrice approfondisce la genesi del capolavoro “Il conte di Montecristo” regalandoci molti dettagli storici, chicche aneddotiche, testimonianze meno note che arricchiscono questo volume di elementi storiografici e letterari originali e preziosi.

Alexandre Dumas si è ambientato talmente bene a Firenze che la terza volta che vi tornerà, nel 1840, si stabilirà in città per più di un anno. In questo periodo realizzerà una guida degli Uffizi in sette volumi, un’opera monumentale, che sarà pubblicata in Francia a dispense. L’opera ha avuto molte interessanti e particolari vicissitudini che Caterina Perrone ripercorre con attenzione e precisione.

Infine, Caterina Perrone ci racconta il Dumas amante della cucina, della bella vita (anche se la provinciale Firenze non poteva certo competere con Parigi), dei piaceri della tavola, dei bei salotti. Alla fine della sua vita, deciderà di scrivere un Grand Dictionnaire de Cuisine che comprende, oltre a tremila ricette, anche moltissimi aneddoti, storie, curiosità riportati con il suo particolare stile frizzante e ironico, che rendono il libro piacevole come uno dei suoi romanzi.

Il libro di Caterina Perrone si conclude con la risposta alle seguenti domande: quanto Alexandre Dumas si è portato via dai suoi viaggi in Italia e soprattutto da Firenze? Quanto invece ha lasciato a noi della sua cultura e della sua arte? Le risposte provengono soprattutto dalle numerosissime tracce che si trovano nelle sue tante opere ambientate in Italia, ma soprattutto dal suo amore, sempre palesato e testimoniato con i suoi scritti, per la storia e la cultura italiana.

Come ben evidenziato da questo bel libro di Caterina Perrone, il lascito più significativo del grande scrittore parigino, è forse lo sguardo bonario e ironico con cui ha osservato vita, usi e costumi dei fiorentini, testimonianza ancora oggi attuale e pregnante.


Le foto sono relative alla presentazione del 12 giugno in Piazza delle Cure a Firenze in occasione della manifestazione Le Piazze dei Libri del libro Alexandre Dumas a Firenze pubblicato da Angelo Pontecorboli a cura della Libreria Gioberti-Cure. Con l’autrice Caterina Perrone ha dialogato Antonella Ciabatti e le letture sono state fatte dai giovani attori Emma Cheviet e Marco Loggi.










