Il libro ripercorre la nascita e l'evoluzione del mito del vampiro nella letteratura gotica.

Paolo Orsini • 17 luglio 2026

“Vampiri” della collana Gotica di Skira raccoglie in un unico volume tre opere fondamentali della letteratura vampirica ottocentesca.

IL SEGNALIBRO DELL’ORSO si occupa del libro che ripercorre la nascita e l'evoluzione del mito del vampiro nella letteratura gotica. Il vampiro (1819) introduce la figura del vampiro aristocratico e seducente, destinata a influenzare tutta la narrativa successiva. Carmilla (1872) racconta la storia di una misteriosa giovane donna vampira che instaura un rapporto inquietante con la protagonista Laura, in un'atmosfera gotica e decadente. È considerato uno dei testi che hanno ispirato Stoker per il suo Dracula (1897) che narra la lotta contro il conte Dracula, il più celebre dei vampiri, proveniente dalla Transilvania, e che rappresenta il capolavoro che ha fissato nell'immaginario moderno le caratteristiche del vampiro. 

Il vampiro di John William Polidori è il più antico dei tre racconti e introduce il vampiro moderno: non più una creatura mostruosa del folklore, ma un nobile affascinante che si muove nell'alta società: Lord Ruthven conquista la fiducia delle persone per poi rovinarle.

Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu racconta la storia di un vampiro donna, narrata in modo più intimista e psicologico: la giovane Laura viene lentamente attratta dalla misteriosa Carmilla, senza capire subito il pericolo che rappresenta. È un racconto più sottile e ambiguo rispetto agli altri due. 

Dracula di Bram Stoker è il romanzo più complesso e famoso. Dracula non agisce solo su una singola vittima, ma rappresenta una minaccia per un'intera comunità. Il racconto unisce horror, viaggio, indagine e avventura, con un gruppo di personaggi che si organizza per fermarlo. 

Una lettura consecutiva dei tre testi permette di vedere come la figura del vampiro si sia trasformata nell'arco dell'Ottocento fino a diventare l'icona che conosciamo oggi. Si può vedere una vera evoluzione del mito: Polidori crea il vampiro aristocratico, Le Fanu lo rende più ambiguo e psicologicamente affascinante, Stoker ne fa il grande protagonista della narrativa horror moderna. 

Nei tre racconti compaiono molti degli elementi tipici del romanzo gotico, anche se ciascun autore li sviluppa in modo diverso: ambientazioni oscure, soprannaturale, mistero, paura, seduzione, morte e presenza del passato. La differenza è che Polidori privilegia il lato romantico e aristocratico, Le Fanu quello psicologico e ambiguo, mentre Stoker amplia questi elementi in una grande narrazione horror e avventurosa.

Tutte e tre le opere sono ambientate in luoghi isolati, oscuri o carichi di inquietudine: castelli, dimore aristocratiche, residenze appartate e paesaggi notturni. L'ambiente non è un semplice sfondo, ma contribuisce a creare tensione e paura. La presenza del vampiro introduce un elemento che sfida le leggi naturali. In tutti e tre i testi i personaggi si trovano a confrontarsi con eventi inspiegabili che mettono in crisi la razionalità. Un tratto caratteristico del gotico è l'unione di attrazione e repulsione, seduzione e paura. Ruthven, Carmilla e Dracula sono figure minacciose, ma al tempo stesso esercitano un forte fascino sulle loro vittime.

I protagonisti vivono esperienze di vulnerabilità, angoscia e progressiva perdita di sicurezza. Il senso di minaccia cresce lentamente, creando suspense e inquietudine. Il confine tra vita e morte è continuamente attraversato. Il vampiro è una creatura che appartiene a entrambi i mondi e rende la morte una presenza costante nella narrazione. In tutte e tre le opere il male sembra provenire da un passato oscuro, da antiche tradizioni o da segreti che riemergono nel presente. Questo contrasto tra passato e presente è uno dei motivi centrali del gotico. 

Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (1872) è considerato uno dei principali predecessori di Dracula (1897). Nella presentazione del volume Vampiri di Skira viene esplicitamente indicato che Carmilla ispirò Bram Stoker nella creazione del suo celebre romanzo.

Vediamo le influenze più evidenti: la figura del vampiro aristocratico e affascinante, sia Carmilla sia Dracula non sono mostri brutali, ma creature colte, seducenti e capaci di conquistare la fiducia delle vittime; l'approccio graduale all'orrore: in entrambe le opere il vampiro si insinua lentamente nella vita delle vittime, creando un'atmosfera di inquietudine crescente; l'ambientazione gotica: castelli, dimore isolate, segreti di famiglia e un senso costante di decadenza caratterizzano entrambi i racconti; il tema della contaminazione: il vampirismo viene rappresentato come una minaccia che si diffonde progressivamente, colpendo persone innocenti; l'indagine sul soprannaturale: i personaggi devono raccogliere indizi e ricostruire la vera natura del vampiro prima di poterlo affrontare.

La differenza più profonda tra i due romanzi risiede nel rapporto tra vampirismo e sessualità. Carmilla dipende dalla seduzione: le sue vittime sono consenzienti, attratte da lei prima ancora di comprendere il pericolo. Le Fanu costruisce deliberatamente la relazione tra Carmilla e Laura come un'attrazione romantica — il primo ritratto esplicito del desiderio lesbico nella letteratura gotica. Dracula, invece, è un predatore che esercita il controllo tramite trance e violenza: le donne di Stoker non scelgono, vengono conquistate. In entrambi i romanzi, tuttavia, la sessualità femminile viene codificata come malattia — il morso del vampiro è la metafora della contaminazione sessuale — e in entrambi il ripristino dell'ordine vittoriano passa per la distruzione violenta del corpo femminile "corrotto". Le Fanu osa un passo in più: usa il vampiro come unico spazio narrativo in cui il desiderio omosessuale poteva essere nominato, e per questo Carmilla rimane, a distanza di centocinquant'anni, un testo irriducibilmente sovversivo.

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