Cinque scrittori per una presentazione dei loro libri diversa dal solito
“Nell’eternità, il tempo non esiste. L’eternità è un attimo.
Quanto basta per uno scherzo” (H.Hesse).

Il SEGNALIBRO DELL’ORSO ha partecipato all’evento organizzato in occasione dell’Estate Fiorentina 2026 al Caffè Letterario Le Murate di Firenze il giorno 9 luglio (a cui sono riferite le foto di quest’articolo) durante il quale l’idea dell’organizzatore Daniele Locchi era quella di fare alcune domande e imporre agli scrittori presenti risposte in un minuto (più o meno, ma tutti sono rimasti nel limite stabilito).
Cercheremo di approfondire, dedicando più di un minuto, la recensione del libro dei cinque scrittori, alcuni dei quali si sono presentati con novità pubblicate nel 2026, come i romanzi di Jacopo Chiostri, Roberta Capanni e Fabrizio De Santis, che hanno come elementi comuni il genere poliziesco e l’ambientazione prevalente nella città di Firenze.

Iniziamo da Roberta Capanni, una giornalista, scrittrice e coach olistica toscana, attiva da molti anni nel panorama culturale, editoriale e della comunicazione enogastronomica; l’ultimo libro è Il gioco della triglia (Edizioni WE, 2026)

Quando il Commissario Capo Isotta Franceschini si trova di fronte a una serie di omicidi inquietanti comprende subito che dietro c’è qualcosa di più oscuro. Tre uomini, apparentemente senza legami, vengono trovati morti in circostanze macabre, con una triglia infilata in gola. Cosa collega queste vittime? Perché l’assassino ha scelto un simbolo così insolito per marcare i suoi delitti?

In un’indagine ambientata tra le strade affollate di Firenze e i quartieri di Milano, il Commissario Isotta Franceschini intuisce che dovrà portare alla luce un segreto sepolto da vent’anni, che coinvolge una giovane donna scomparsa e un gruppo di uomini che hanno condiviso una notte di follia. Ma non solo dovrà affrontare la complessità del caso, ma anche i propri demoni personali. Con determinazione e intuito, il commissario si troverà a fare i conti con una verità sconvolgente che metterà alla prova la sua stessa umanità. E quando il cerchio si stringe, la domanda diventa: chi è davvero l’assassino? E cosa lo ha spinto a compiere una vendetta così crudele?

Fabrizio De Sanctis, avvocato penalista fiorentino, è amante della letteratura e della cinematografia gialla, ha pubblicato sette romanzi gialli, alcuni vincitori di premi prestigiosi, e ha pubblicato numerosi racconti in riviste e antologie.

Tre tassisti vengono, uccisi ogni venerdì notte nelle strade di Firenze e non sono che l’inizio di una serie di delitti che scuotono il cuore della città. Il commissario Siciliano si ritrova a fronteggiare un caso che non smette di complicarsi, una catena di omicidi che si allunga con il coinvolgimento di una prostituta e di un travestito. Affiancato da Lanzi, vicequestore della Buoncostume, il Commissario Siciliano intuisce che gli ultimi omicidi siano solo un depistaggio.

Così, con l’aiuto di un amico tassista, inizia a scavare nel sottobosco della categoria, rivelando una rete di usura che si estende oltre la superficie, ma le risposte che cerca sono ben più elusive. Solo risalendo al movente dei delitti, il tenace commissario potrà sciogliere l’enigma e risolvere il caso. Finalista al Premio “Alberto Tedeschi” del Giallo Mondadori 2014, Fabrizio De Sanctis ci regala un avvincente romanzo poliziesco, in cui le strade di Firenze si fanno pericolose e il buio della notte odora di segreti e vendette.

Jacopo Chiostri è un giornalista, scrittore e critico letterario, milanese di nascita ma fiorentino d'adozione, ha incentrato gran parte della sua carriera e della sua produzione artistica attorno alla città di Firenze. È noto sia per i suoi romanzi, prevalentemente di genere giallo e poliziesco, sia per il suo costante impegno nella promozione di eventi culturali e artistici.

Rocco Calamandrei è un cronista di nera, la cui carriera è in declino dopo un articolo che potrebbe aver provocato la morte di un uomo. Le morti sospette di tre ladri, archiviate come incidenti, riaccendono il suo fiuto e lo portano, grazie alle confidenze di piccoli criminali, al nome di un possibile colpevole. Per ottenere la verità e scrivere l’articolo che potrebbe riportarlo in prima pagina, decide di rischiare tutto, presentandosi sotto falsa identità nella casa dove il sospettato vive come ospite di un’anziana signora. La posta in gioco è altissima: non si tratta solo di smascherare un assassino, ma di affrontare i propri fantasmi. Riuscirà Rocco Calamandrei a strappare la confessione al colpevole e a riconquistare la credibilità perduta?

La narrazione si sviluppa con i tempi classici del genere noir, mantenendo alta la tensione psicologica grazie al continuo rischio di esposizione del protagonista. Avendo Chiostri collaborato per anni con importanti testate (come La Nazione e Il Sole 24 Ore), le dinamiche delle redazioni e del giornalismo d'inchiesta sono descritte con grande precisione e senza idealizzazioni. Rocco Calamandrei non è l'eroe senza macchia, ma un uomo tormentato dai propri fantasmi, il che lo rende estremamente umano e sfaccettato.

Raccomandato agli amanti dei gialli psicologici italiani e delle storie incentrate sul giornalismo investigativo. Il SEGNALIBRO DELL’ORSO ha apprezzato la precedente opera dell'autore finalista al Premio Chianti, Volevo il Pulitzer, nel quale si trovano la stessa lucidità di scrittura e acume narrativo. A questo link si può leggere la recensione del Segnalibro dell’Orso: https://www.orsinipaoloscrittore.com/my-post3d9472bd

Daniele Locchi è uno scrittore, attore, poeta e imprenditore fiorentino che ha attraversato da protagonista la scena culturale e l'intrattenimento notturno della sua città. Ha pubblicato raccolte di poesie, racconti pluripremiati e diversi romanzi. Lavora stabilmente come attore teatrale nelle produzioni della Compagnia Teatro del Legame diretta da Daniele Lamuraglia.

Ipà di Daniele Locchi, pubblicato nel 2025 dalla casa editrice C&P Effigi, è un intricato noir psicologico e d'azione che si muove lungo l'asse geografico e sociale tra Roma e Napoli. La trama ruota attorno a un mistero in cui nulla è come sembra e segue precise direttrici che spiazzano continuamente il lettore. Giulia, un'avvocatessa di successo, che vive all'ombra di un padre importante e ingombrante, è la protagonista e le vicende si snodano e si contrappongono tra la dura realtà carceraria di Rebibbia a Roma e i vicoli colorati e caotici di Spaccanapoli. La storia si complica a causa di un ministro trovato morto e del coinvolgimento di agguerrite gang camorriste.

La figura enigmatica di Ipà, un enorme mastino napoletano nero, che appartiene ad Antonio, un pericoloso camorrista, è l’elemento chiave da cui dipendono i destini dei vari personaggi. Il romanzo rappresenta un universo complesso, governato dalle oscillazioni del caso, dove si intrecciano amori impossibili e delitti inevitabili. IL SEGNALIBRO DELL’ORSO si è occupato del romanzo Ipà di Daniele Locchi in occasione della presentazione nella rassegna “Il porto delle parole” organizzata da ITACA di Paolo Ciampi, la cui recensione si può trovare al seguente link: https://www.orsinipaoloscrittore.com/daniele-locchi-thriller-ipa-effigi

Tra i soci fondatori del Gruppo Scrittori Firenze, Paolo Orsini è nato a Siena, ma da sempre residente a Firenze; ha iniziato la carriera letteraria da quando è andato in pensione, dapprima scrivendo racconti raccolti in varie antologie; poi è giunto, dopo tre anni di elaborazione, al romanzo d’esordio, Limousine, pubblicato nel 2023 con la piattaforma di selfpublishing Youcanprint.

È una storia incentrata sul cambiamento interiore, sulla solitudine metropolitana e sulla ricerca di un senso profondo di fronte all'effimero del successo materiale. Il protagonista è Giovanni, un uomo d'affari cinico, spietato e apparentemente realizzato. Ha un lavoro di prestigio, denaro e un brillante successo sociale. La sua vita viene improvvisamente stravolta da due eventi inaspettati che lo mettono di fronte al vuoto della sua esistenza. Costretto a rivedere le sue priorità, Giovanni intraprende un percorso di rinascita in cui incontra Penelope, altrettanto cinica e predatrice. Tra i due nasce un legame intenso fatto di sentimenti opposti e contrastanti, unendo due solitudini in un'unica, cruciale domanda: questo amore basterà a salvarli?

È una prosa sottile e leggera, capace di scorrere con fluidità, densa di azione ma senza rinunciare alla profondità psicologica. Il fulcro emotivo è lo svelamento interiore dei personaggi, persino quelli più cinici e gli arrampicatori sociali mostrano gradualmente una tenerezza intima e il bisogno universale di affetto. Come tema, Il libro affronta il contrasto tra l'apparenza del successo e l'isolamento reale della solitudine.

Penelope non è solo la co-protagonista, ma rappresenta la figura speculare e antitetica rispetto a Giovanni. La sua costruzione psicologica incarna perfettamente il nucleo tematico dell'intera opera: il drammatico contrasto tra l'ostentazione del potere e della ricchezza, e il vuoto esistenziale privato. L'analisi dettagliata del suo personaggio mette in luce l'abilità dell'autore di decostruire gli stereotipi legati al successo moderno. A livello superficiale e sociale, Penelope appare come la quintessenza della donna vincente e inavvicinabile. Ricopre il ruolo di top manager di altissimo profilo, muovendosi con assoluta disinvoltura in ambienti ultra-competitivi e dominati da dinamiche spietate. È dotata di un fascino algido e di un carisma che la rendono, agli occhi del mondo e di Giovanni, il "frutto proibito". La sua forza professionale nasconde una corazza strutturata negli anni per sopravvivere e trionfare in un contesto arido e spietato.

La scelta del nome un esplicito e richiamo mitologico all'Odissea, anche se la Penelope moderna reinterpreta l'antico archetipo in chiave manageriale ed esistenziale: mentre la regina di Itaca filava e disfaceva la tela per rimandare l'inevitabile scelta dei Proci, la Penelope di Limousine utilizza la complessità della sua vita lavorativa e sentimentale per ritardare l'inesorabile avanzare del tempo e della solitudine. La sua "tela" è fatta di lavoro continuo, affari d'oro a livello globale, riunioni e barriere emotive erette nei confronti degli altri, per non affrontare il silenzio assordante della propria intimità. L'incontro con Giovanni scardina l'apparente perfezione della sua vita. Penelope si rivela essere la metà oscura e vulnerabile del protagonista. Quando si spogliano dei loro ruoli sociali (l'uomo d'affari cinico e la manager inflessibile), i due scoprono di condividere le stesse identiche paure e la medesima fragilità. Proprio questa spaventosa somiglianza scatena in Penelope sentimenti fortemente contrastanti, oscillando continuamente tra il desiderio di legarsi a Giovanni e la paura di vedere crollare le proprie certezze.

Un elemento cruciale della sua caratterizzazione deriva dalla struttura stessa del romanzo, in cui i capitoli si alternano dando spazio ai punti di vista in prima persona dei due protagonisti. Questo permette al lettore accedere direttamente ai pensieri più intimi e alle contraddizioni di Penelope, rivelando una tenerezza nascosta e un disperato bisogno di affetto sincero. Seguirla mentre accetta una sfida finanziaria ed emotiva "trasgressiva" proposta da Giovanni, un gioco di potere che la condurrà, attraverso sentimenti opposti e contrastanti, verso un imprevisto finale da vera e propria tragedia greca. In sintesi, Penelope è un personaggio sfaccettato e tragicamente moderno, che usa il successo come scudo finché l'amore e l'imprevisto non la costringono a gettare la maschera.










