Il carattere aristocratico e antidemocratico di “Così parlò Zarathustra” è uno degli aspetti più controversi del pensiero di Nietzsche.
“Il primo libro di tutti i millenni, la Bibbia dell’avvenire,
la suprema esplosione del genio umano,
in cui è incluso il destino dell’umanità”. Friedrich Nietzsche

Il capolavoro di Friedrich Nietzsche Così parlo Zarathustra è composto di quattro parti, le prime tre formano il nucleo principale, mentre la quarta ha il carattere di un completamento o di un epilogo filosofico, ma questa parte fu pubblicata separatamente ed ebbe inizialmente, per volere dello stesso Nietzsche, una diffusione molto limitata. Nella prima parte Zarathustra scende dalla montagna e annuncia idee nuove, come la morte di Dio e il superuomo; nella seconda critica i valori tradizionali e sviluppa il tema della volontà di potenza; nella terza introduce e sviluppa il tema centrale dell'eterno ritorno; nella quarta Zarathustra è alle prese con gli “uomini superiori” e mette alla prova il suo insegnamento.

Queste riflessioni sono esposte non in forma teoretica, argomentativa, - il libro non è un saggio – ma in forma viva, direttamente dalle parole dell’alter-ego dell’autore, Zarathustra, in modo tale da consentire a Friedrich Nietzsche di rivelarsi come uno dei più grandi stilisti della lingua tedesca e di permettergli di giungere al capolavoro sia filosofico che poetico. C'è anche un elemento letterario: Nietzsche voleva che il suo messaggio avesse il tono di una rivelazione. Se avesse scritto un normale trattato accademico, l'effetto sarebbe stato molto diverso. Per questo sceglie un profeta che parla in parabole, aforismi e discorsi solenni.
Il carattere aristocratico e antidemocratico di Così parlò Zarathustra è uno degli aspetti più controversi del pensiero di Nietzsche. Bisogna però fare attenzione: Nietzsche non parla di aristocrazia nel senso di nobiltà di sangue o di privilegi ereditari. La sua è soprattutto un'aristocrazia spirituale e culturale. Nell'opera Zarathustra attacca l'idea che tutti gli uomini debbano essere considerati uguali sotto ogni aspetto. Nietzsche ritiene che gli esseri umani abbiano capacità, forza creativa e aspirazioni molto diverse. Egli vede nell'egualitarismo una tendenza a livellare le eccellenze.

L'ideale del superuomo implica una concezione gerarchica dell'umanità: alcuni individui sono capaci di creare nuovi valori e di superare se stessi, mentre altri preferiscono la sicurezza e la conformità. Per questo Zarathustra parla spesso della necessità di elevarsi sopra la massa e di intraprendere un cammino difficile che non tutti sono disposti a percorrere. Nel Prologo compare la figura dell'ultimo uomo, che rappresenta l'opposto del superuomo. È l'individuo che cerca soltanto comfort, sicurezza e benessere, evitando ogni rischio e ogni grande aspirazione. Molti interpreti vedono in questa figura una critica alla società moderna di massa e ad alcune tendenze democratiche che, secondo Nietzsche, favorirebbero la mediocrità piuttosto che l'eccellenza.
Perché Nietzsche ha scelto Zarathustra, un fondatore di una religione, proprio per criticare la religione? Il ragionamento di Nietzsche è, semplificando per chiarezza, questo: se Zarathustra è stato il primo grande legislatore della morale, deve essere anche il primo ad annunciarne il superamento. Infatti, il suo Zarathustra letterario torna tra gli uomini per correggere la propria eredità e proclamare nuove idee: la "morte di Dio", il superuomo e la creazione autonoma e individuale dei valori morali. Storicamente, Zarathustra (o Zoroastro) è il profeta persiano associato allo zoroastrismo, una delle più antiche religioni del mondo. Nietzsche vedeva in lui una figura simbolica unica: secondo la sua interpretazione, Zarathustra era stato uno dei primi a concepire il mondo come una lotta tra Bene e Male e a fondare una morale basata su questa contrapposizione.

Per i credenti dell’epoca, e anche di oggi, molte affermazioni di Nietzsche sulla religione possono apparire certamente blasfeme, ma egli non voleva insultare le religioni, il suo obiettivo filosofico era criticare il cristianesimo e ogni morale che, secondo lui, svalutava la vita terrena in favore di un mondo ultraterreno. In Zarathustra usa deliberatamente il linguaggio dei profeti, dei vangeli e delle scritture sacre per proporre una sorta di "anti-vangelo" filosofico. Proprio per questo scelse Zarathustra come protagonista, lo considerava il grande legislatore morale dell'antichità e lo trasformò simbolicamente nel profeta che annuncia il superamento della morale tradizionale. Nietzsche non era interessato tanto allo zoroastrismo storico quanto al valore simbolico della figura di Zarathustra: il fondatore di una morale religiosa diventa il personaggio che annuncia il superamento di tutte le morali religiose. È proprio questo paradosso a rendere Così parlo Zarathustra un'opera così potente e un capolavoro letterario e filosofico.

In Così parlò Zarathustra, Nietzsche affronta il nichilismo non cercando di eliminarlo, ma attraversandolo e superandolo. Per Nietzsche, il nichilismo nasce quando i valori tradizionali perdono la loro forza. La formula più famosa è:"Dio è morto". Non significa semplicemente che Dio non esiste, ma che le credenze religiose e morali che avevano dato significato alla vita per secoli non riescono più a convincere l'uomo moderno. Se Dio è morto e i vecchi valori crollano, il rischio è che l'uomo concluda che non esista nessun valore che abbia senso; è il nichilismo passivo: una condizione di stanchezza, rassegnazione e perdita di significato. Zarathustra invita invece a un nichilismo attivo: distruggere i vecchi valori per creare valori nuovi. Per questo introduce l'idea del superuomo (Übermensch), l'essere umano capace di non dipendere da verità rivelate o morali imposte, ma di diventare creatore dei propri valori.

Una delle immagini più significative del libro sono le metamorfosi, dove attraverso le allegorie del cammello, leone e fanciullo, Nietzsche descrive il cammino dello spirito umano verso la libertà e la creazione di nuovi valori. Il fanciullo, l’ultima metamorfosi, rappresenta il vero superamento del nichilismo: non basta distruggere, bisogna anche creare.

Il cammello rappresenta l'uomo che accetta i pesi della tradizione, della morale, della religione e dei doveri. Porta sulle spalle ciò che gli viene imposto senza metterlo in discussione. È la fase dell'obbedienza e del sacrificio. Nel deserto il cammello si trasforma in leone. Il leone si ribella al grande drago chiamato "Tu devi", simbolo delle vecchie autorità e dei valori ereditati. Il suo compito è dire: "Io voglio." Il leone conquista la libertà distruggendo le vecchie certezze, ma non è ancora capace di creare nuovi valori. Sa dire "no", ma non sa ancora dire "sì". La metamorfosi finale è il fanciullo. Per Nietzsche il bambino non rappresenta immaturità, ma creatività, innocenza e capacità di ricominciare. Dopo aver distrutto i vecchi valori, il fanciullo è in grado di inventarne di nuovi e di affermare la vita con gioia.
Il significato filosofico è chiaro: le tre metamorfosi descrivono il percorso dell'uomo che: obbedisce (cammello), si libera (leone), crea (fanciullo). Per Nietzsche, fermarsi al leone sarebbe insufficiente: non basta abbattere religione, morale e tradizioni. Bisogna diventare fanciulli, cioè creatori di nuovi valori. È qui che si realizza il superamento del nichilismo e nasce la figura del superuomo. In una frase: il cammello porta il peso del passato, il leone distrugge il passato, il fanciullo crea il futuro.

In Così parlò Zarathustra, Nietzsche affronta anche il concetto del pessimismo ma in modo diverso rispetto al nichilismo, anche se i due temi sono strettamente collegati. Nietzsche prende di mira soprattutto il pessimismo che vede il mondo come qualcosa da cui fuggire o da sopportare. Egli critica l’aspettativa di un "aldilà" migliore della vita terrena; la rinuncia ai desideri e agli istinti vitali; l'idea che la sofferenza renda la vita priva di valore.

Nel Prologo, Zarathustra invita gli uomini a rimanere "fedeli alla terra" e diffida di chi promette speranze ultraterrene. La risposta di Nietzsche al pessimismo non è l'ottimismo ingenuo. Non dice che il mondo è buono o facile. Al contrario, sostiene che bisogna accettare il dolore; accettare il conflitto; accettare l'incertezza; dire"sì" alla vita. Questa posizione viene spesso chiamata amor fati ("amore del destino"): amare la vita così com'è, non come vorremmo che fosse.

Il Superuomo in Nietzsche ha la funzione del superamento del pessimismo. Il Superuomo non è un individuo perfetto, ma qualcuno che riesce a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita e creazione di nuovi valori. Zarathustra invita continuamente a superare sé stessi invece di rifugiarsi nella lamentela o nella rassegnazione.

Anche il concetto dell’“eterno ritorno” è una prova contro il pessimismo, la sfida più radicale. Nietzsche chiede implicitamente: Saresti disposto a rivivere esattamente questa vita, infinite volte? Chi risponde "no" resta legato al rifiuto della vita; chi riesce a rispondere "sì" ha superato il pessimismo ed è giunto alla piena affermazione dell'esistenza. La concezione circolare del tempo in Così parlò Zarathustra è uno dei concetti più profondi dell'opera. Nietzsche presenta l'idea che tutto ciò che accade sia destinato a ripetersi infinite volte: ogni evento, ogni scelta, ogni gioia e ogni sofferenza ritornano identici in un ciclo eterno. Nietzsche contrappone alla concezione tradizionale del tempo come una linea (un inizio, uno sviluppo, una fine), tipica sia della tradizione cristiana che dell'idea moderna di progresso, una concezione del tempo circolare: non c'è una meta finale della storia; non c'è una redenzione definitiva; il divenire del mondo si ripete incessantemente.

Nel capitolo "Della visione e dell'enigma", Zarathustra immagina una porta chiamata "Attimo" davanti alla quale si incontrano due strade: una conduce al passato e l'altra al futuro. Questa immagine suggerisce che passato e futuro siano connessi in un unico ciclo; infatti, per Nietzsche l'eterno ritorno non è soltanto una teoria cosmologica, è soprattutto una prova morale: sapresti accettare di rivivere la tua stessa vita, esattamente com'è, infinite volte? Chi risponde con orrore rifiuta la vita. Chi riesce a dire "sì" dimostra di amarla pienamente.

L'eterno ritorno è la risposta più radicale al nichilismo e al pessimismo. Se non esiste un aldilà che dà significato all'esistenza, allora il valore della vita deve essere trovato nella vita stessa. Accettare l'eterno ritorno significa affermare ogni istante dell'esistenza senza cercare giustificazioni trascendenti. Per Nietzsche, Così parlò Zarathustra non combatte il pessimismo sostenendo che "andrà tutto bene". Combatte il pessimismo insegnando ad amare la vita anche quando è tragica, dolorosa e priva di garanzie trascendenti. La grandezza dell'uomo consiste nel creare significato e dire "sì" all'esistenza invece di fuggirla. Una formula che riassume bene Zarathustra è: non negare la sofferenza, ma trasformarla in forza creatrice.









