Una raccolta di racconti che affrontano il vissuto maschile nelle stagioni più fragili della vita affettiva

Paolo Orsini • 26 maggio 2026

Una raccolta di racconti che affrontano il vissuto maschile

nelle stagioni più fragili della vita affettiva

Il Segnalibro dell’Orso si occupa della raccolta di racconti di Giuseppe Nicola Vallario Come me pubblicata nel 2022, che affronta con approccio diretto e intimista il vissuto maschile nelle stagioni più fragili della vita affettiva: la separazione, il rapporto con i figli, la ridefinizione del proprio ruolo di uomo e di padre.

Il perché di questo libro, che non è un diario, né una narrazione orientata esclusivamente all’introspezione, ma un tentativo perfettamente riuscito di trasformare esperienze private in una materia narrativa universale ce la fornisce l’autore stesso nell’introduzione all’opera.

Se raccontarsi con la scrittura è cura per la propria anima, questi racconti rappresentano la cura che ho somministrato a me stesso per guarire una sofferenza inizialmente negata, poi ammessa, infine apprezzata.

Giuseppe Nicola Vallario si è dedicato a questa scrittura in modo istintuale, senza un progetto narrativo consapevole, riportando gioie e dolori di vicende esistenziali vissute in prima persona, dai più di solito taciute o semplificate. 

Dice ancora l’autore: Alcuni di questi scritti brevi hanno sullo sfondo storie di separazioni coniugali, di lavoro, di solitudini che, proprio perché appartengono ai più, ho fatto mie sentendo l’esigenza di raccontarle, spero, con sensibilità maschile.

Le sofferenze, i pensieri e le certezze che ho raccolto lungo un percorso di vita condiviso con donne e uomini sono indirizzate alla ricerca di equilibrio, di forza e di entusiasmo. In particolare, in alcuni racconti ho voluto elaborare il vissuto di uomini in vicende nelle quali diventa difficile continuare a essere uomo, papà, compagno

Alcuni racconti sono in prima persona per accentuare il coinvolgimento emotivo del lettore, mentre l’uso di analogie con oggetti, animali o piante conferisce ai testi una sfumatura simbolica e originale, anch’essa molto coinvolgente.

Il libro si muove in uno spazio narrativo poco frequentato, dando voce a esperienze di dolore e ricostruzione che raramente trovano una rappresentazione così esplicita nella narrativa contemporanea.

Possiamo considerare Come me è una riflessione sulla vulnerabilità e sulla necessità di dare dignità narrativa a emozioni spesso rimosse. Il merito principale dell’autore sta proprio nella sua capacità di trasformare un’esperienza individuale in un racconto condivisibile, mai compiaciuto e mai retorico. 

Secondo una recensione di Laura Russo, il libro si presenta quasi come un diario della separazione, con un forte filo conduttore: l’amore per la figlia e la ricostruzione di un legame affettivo fatto di gesti minimi ma essenziali. La recensione sottolinea anche la presenza di note poetiche e di un finale aperto alla speranza.

Da segnalare il lungo racconto Pedone in e4 che parla di una separazione coniugale, raccontata seguendo lo schema narrativo ispirato da una partita di scacchi secondo la scaccografia ideata dallo scacchista siriano Filippo Stamma (1707-1755), che nel 1737 ideò il sistema che pose le basi dell'odierna notazione algebrica.

Mi piace concludere con le parole della prefazione di Angelo Meola che insieme a Angela Toglia sono i curatori del volume: “La fluidità e la pregnanza della scrittura di questi Racconti non devono far prevalere l’eleganza del contenitore sulla ricchezza del contenuto. A mano a mano che si avanza nella lettura si viene trasportati piacevolmente dalla descrizione armonica, libera, poco velata, priva di simboli di un cammino unicamente rivolto alla ricerca della consapevolezza esistenziale e degli strumenti per svilupparla. Ogni tassello narrativo è conseguenza delle capacità di assaporare, di interpretare, di capire le sofferenze e le gioie personali anche le più nascoste contemporaneamente è incentivo per ampliarle. 

Le foto sono relative alla presentazione del libro Come me (Racconti) di Giuseppe Nicola Vallario avvenuta sabato 16 maggio nella sede ACSIT in Piazza Santa Croce 19 a Firenze, durante il quale l’autore ha letto poesie e racconti per illustrare le varie tecniche narrative.

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