Le Lagune dello scrittore MASSIMILIANO SCUDELETTI in San Frediano

Paolo Orsini • 20 giugno 2026

Passato e presente s’intrecciano alla perfezione in una spirale di paura

In occasione della rassegna L’altra riva – Libri in Sanfrediano, a cura dell’Edicola-Libreria di San Frediano e di Francesca Tofanari, giornalista del Corriere Fiorentino, nella quale saranno proposti per l’Estate al Torrino dell’Associazione Rondinella del Torrino alcuni importanti titoli del panorama editoriale fiorentino, è stato presentato il romanzo La laguna del disincanto di Massimiliano Scudeletti.

Romanzo quanto più in linea con l’intento della rassegna che è quello di portare alla ribalta libri che trattino delle città o dei quartieri. In questa storia Firenze ha un ruolo importante, così come nel precedente romanzo di Massimiliano Scudeletti, La laguna dei sogni sbagliati, lo aveva avuto Venezia. Firenze e Venezia sono sicuramente tra le città più raccontate al mondo, ma l’approccio resta superficiale, dato che affronta solamente gli stereotipi ad uso e consumo del turismo di massa. 

Per Massimiliano Scudeletti, Firenze è una sorta di grande palcoscenico il cui sipario si apre tutti i giorni e poi alla sera si richiude, e il giorno dopo, lo spettacolo ricomincia sempre uguale. Per uno scrittore, la sfida più difficile è raccontare una città nella sua vera essenza, e in questo l’autore ci è riuscito benissimo.

Il Segnalibro dell'Orso ha considerato i due i libri, La laguna dei sogni sbagliati pubblicato nel 2022 e La laguna del disincanto del 2024 come un unico viaggio che inizia a Venezia con il protagonista Alessandro Onofri bambino e prosegue, nel secondo libro tra Venezia e Firenze con il protagonista adulto.

Nella Laguna dei sogni sbagliati siamo negli anni “90 a Venezia. Il protagonista è l’adolescente Alessandro Onofri che, dalla morte dei suoi genitori, vive con un’eccentrica vecchia zia, appassionata di esoterismo. Con Annamaria Onofri, la vera protagonista della storia, si instaura un rapporto di amore e rispetto reciproco, che va la di là del normale rapporto zia-nipote. La vita di Alessandro scorre normale, tra nuovi amici e primi amori, ma il trauma subito, lo porta verso l’insano desiderio di evocare i fantasmi dei suoi genitori, grazie anche alla biblioteca della zia, piena di volumi dedicati alla magia nera. Il contesto della città di Venezia e della provincia, l'inquinamento del polo petrolchimico di Porto Marghera, fanno da moltiplicatore al satanismo che ormai sta avviluppando Alessandro: la zia dice che una terra malata genera mostri, ecco il motivo del fiorire di sette sataniche, atti di violenza e delitti rituali. 

La guerra nella vicina Jugoslavia segna la fine di un secolo, ma il mondo di Alessandro è scosso ancora di più dell'arrivo di una nuova insegnante, che terrorizza i suoi allievi. È solo malvagia o nasconde qualche segreto che fa leva desideri più oscuri di Alessandro, per indirizzarlo in un pericoloso percorso iniziatico? Saranno gli amici, un improbabile maestro di arti tradizionali cinesi, ma soprattutto la presenza della zia, a salvare l’anima di Alessandro dalle sue peggiori paure.

Questa storia ha avuto origine a Firenze, quando l’autore, ispirato dalla lettura di La linea d’ombra di Joseph Conrad, aveva avuto l’idea di scrivere una sceneggiatura per un videogioco. A quel tempo, questo genere di sceneggiatura era poco sviluppato in Italia e quindi Massimiliano Scudeletti decise di farne un romanzo.

Nella Laguna del disincanto Alessandro Onofri è un reporter di guerra, stanco di assistere a continue carneficine e dimentico della propria infanzia tra Venezia e petrolchimico di Porto Marghera, dove è rimasto invischiato in alcune brutte storie di satanismo. Quando un'amica disperata gli mostra il filmato del figlio che terrorizza il fratello, mimando una lezione di scuola con macabri rituali, decide di aiutarla e di indagare. 

Scoprirà che altri bambini della stessa scuola presentano gravi traumi, s’imbatterà nel mondo della droga, del traffico di armi e della pornografia presente nel dark web. Nelle profondità oscure di internet, antiche credenze hanno trovato una nuova collocazione. Anche la polizia postale e l’Interpol si interessano a quello che succede nella scuola. È soltanto l’agire di isolati pervertiti, oppure c’è una mafia internazionale che vende immagini pedopornografiche? O ancora una volta, qualcosa di più oscuro? Alessandro sarà costretto a mettere in dubbio le certezze con cui ha assorbito i terrori dell'infanzia e a perdersi in un viaggio che lo riporterà verso il suo passato di tenebra.

Come nel romanzo di Conrad, la storia è una specie di viaggio ellittico con una continua caduta nell’oscurità. All’interno di quella scuola sta succedendo qualcosa di terribile e Alessandro, incaricato di capire quale sia questa forza oscura, si sente profondamente invischiato. Ai tempi di Conrad era l’Africa il luogo da dove provenivano gli arcani più inquietanti, oggi invece è il mondo di internet dove dimorano le forze oscure e malvagie che stanno corrompendo i bambini.

Perché Alessandro Onofri viene incaricato dai genitori per indagare queste forze oscure del male? Perché ne La laguna dei sogni sbagliati ha conosciuto il male, quello della magia nera, le paure le ha già vissute e quindi è più forte, si è creato una specie di corazza. Affronta questa nuova avventura non soltanto per aiutare la sua amica e i bambini, ma anche per una specie di catarsi. Alessandro, infatti, testimone disgustato dei teatri di guerra che il suo lavoro di reporter gli presenta giornalmente, è caduto in depressione, addirittura non ha più voglia di vivere. Questa storia allora lo aiuterà a riscattarsi, una sorta di rinascita. 

La laguna del disincanto è considerato un giallo, infatti è stato eccezionalmente proposto al Premio Strega sotto questo genere, proprio per la sua qualità letteraria. Nonostante non ci siano esclusioni formali nei bandi del Premio Strega, i romanzi di genere sono raramente candidati, perché la giuria tende storicamente a privilegiare la narrativa definita "letteraria" o di "saggistica romanzata" rispetto a quella di genere.

Il tema del “disincanto “è basilare nel romanzo. Quando i mezzi di comunicazione di massa propinano giornalmente scene di guerra, morte, distruzione e soprattutto tragedie che investono i bambini, addosso non ti rimane la ripulsione, altrimenti ci sarebbe una qualche ribellione, ma ti resta appiccicato il disincanto.

Ma in questo caso il disincanto può portare alla ribellione: come nelle fiabe nere dei fratelli Grimm, le paure dei bambini servono per risvegliare le emozioni, evocano la magia di un nuovo sentimento per il riscatto: ripartire, invece dal disincanto, dall’incanto delle parole.

Le foto sono relative alla presentazione del libro di Massimiliano Scudeletti La Laguna del disincanto pubblicato da Arkadia Editore avvenuta giovedì 18 giugno in occasione dell’Estate  al Torrino a cura dell’Edicola-Libreria San Frediano e dell’Associazione La Rondinella del Torrino, ha presentato la giornalista del Corriere Fiorentino Francesca Tofanari.

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