IPÀ il nuovo romanzo di Daniele Locchi edito da Effigi Edizioni

Paolo Orsini • 26 marzo 2025

Il nuovo thriller di Daniele Locchi è un avventuroso

viaggio tra amori irrealizzabili e delitti inevitabili

Come di solito fa l’autore, il romanzo inizia in media res, così il lettore è già dentro alla storia e tutti gli input che gli arrivano sembrano più diretti e completi. Diversa, invece, dagli altri romanzi di Daniele Locchi è la scelta del punto di vista: di solito scrive con la prima persona, questa volta preferisce il punto di vista onnisciente così ha la possibilità di intervenire maggiormente nella struttura della storia. 

Ipà è il nome di un enorme mastino napoletano nero il cui proprietario è Antonio, un pericoloso camorrista. Il nome rievoca Ipazia, la matematica e astronoma, filosofa alessandrina che nel marzo dell’anno 415 una folla chiassosa accusò di stregoneria, la uccise e ne bruciò i resti. Daniele Locchi è rimasto affascinato dalla sua storia e l’ha così voluta ricordare. 

Il romanzo di Daniele Locchi è una storia d’amore e di morte ambientata tra Roma e Napoli nell’epoca attuale. Non era facile per l’autore immergersi nelle atmosfere e nei connotati linguistici di queste due città, come non era facile entrare in sintonia con la particolare cadenza del parlato dei personaggi. Impresa in cui è perfettamente riuscito.

Non è il caso di raccontare la trama, sarà il lettore ad avere il desiderio di scoprirla pagina dopo pagina, preso dalla voglia di leggere questo thriller ben strutturato e appassionante. Meglio presentare i vari personaggi perché sono tutti molto diversi, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità.

Federico Alfieri è un Ministro degli Esteri italiano, lungo background di ambasciatore e sontuosa villa ai Parioli che resta vittima di un disastro aereo. La morte di questo personaggio pubblico e famoso sconvolge molte persone, ma soprattutto la sua famiglia composta dalla moglie Dorothy Maripol e dai  due figli Francesco e Giulia. 

Dorothy, la moglie di Federico Alfieri, è stata una nota ballerina dell’American Ballet Theatre di New York con una luminosa carriera davanti ma preferisce sposare Federico Alfieri e ritirarsi dalle scene. Il figlio Francesco è un professore di liceo che nel momento dell’inizio del romanzo è coinvolto in una torbida storia di molestie e tentata violenza a una studentessa della sua classe. Già sofferente psicologicamente, dopo queste accuse infamanti, impazzirà del tutto e per di più sarà ripudiato dalla propria famiglia. 

Nella prima scena che coinvolge Francesco lo vediamo disteso per terra in stato quasi d’incoscienza, soccorso da un metronotte che lo accompagnerà non a casa, perché ripudiato, ma in quella che sarà la sua nuova dimora, una casa-famiglia gestita dalla contessa Virginia Cantalmassi, presidentessa di un’associazione benemerita di signore ricche e di una certa età, che danno ricovero a giovani maschi sbandati, che si trovano in situazioni disperate. Nel prosieguo della storia scopriremo che questo sforzo altruistico non è proprio benmerito.

La protagonista del romanzo è Giulia, l’altra figlia di Federico Alfieri, sorella di Francesco. Personaggio imprevedibile, dalle mille sfaccettature, complesso nella sua semplicità. È un avvocato, che si è fatta da sola, pur mantenendo i rapporti con la famiglia altolocata. 

Giulia assume l’incarico di difendere una ragazza napoletana, Andrea, incarcerata per omicidio premeditato del marito e condannata in primo grado a 25 anni di galera. Andrea, altro personaggio particolarissimo, è alta, ha un fisico robusto e androgino, soprannominata dai camorristi napoletani, ‘a sortula che significa “statua”. Giulia non solo deve difendere questo personaggio complesso, ma per rendere la storia ancora più complicata, ma anche avvincente, Giulia si innamora della sortula. Le due donne non possono frequentarsi pertanto questo è un amore immaginifico, ma non meno carico di attrazione e di suspense.

Questo amore è l’inizio della storia. Andrea, nel tentativo di uscire dal carcere, cercherà di circuire Giulia, la farà entrare nel mondo della camorra, con tutti i suoi lussi e le sue nefandezze. La domanda della storia verterà pertanto intorno alla figura di Giulia, al suo tentativo di liberarsi dalle spire tentacolari di Andrea e del mondo malavitoso che rappresenta. Il lettore, desideroso di dare una risposta a questa domanda, resterà incollato al testo fino all’ultima pagina, grazie anche a uno stile di scrittura leggero, attraente: che Daniele Locchi fosse ormai uno scrittore di capacità lo sapevamo dalla lettura dei precedenti romanzi. 

Le foto sono relative alla presentazione di Ipà, l'ultimo romanzo di Daniele Locchi edito da Effigi Edizioni, in occasione della rassegna “Il porto delle parole” organizzata da ITACA di Paolo Ciampi che ha dialogato con l’autore. Le letture sono state a cura delle attrici teatrali Tania Basile e Maria Rosa Scarloni

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