SYLVIA ZANOTTO riscrive il mito di Medea assassina dei suoi figli.

Paolo Orsini • 19 ottobre 2024

La poetessa, danzatrice e performer SYLVIA ZANOTTO

al suo romanzo d’esordio COME NIJINSKY edito da Nardini

Tutto ciò che è lirica, parola, danza Sylvia riesce a improvvisarla con maestria e fascino, come ha dimostrato durante la sua lunga carriera di performer e danzatrice nei numerosi eventi in cui ha partecipato come protagonista.

La prosa, la scrittura di un romanzo, invece è tutt’altra cosa. Soprattutto nei romanzi di formazione come si può considerare questo Come Nijinsky. Una quantità di stesure che ormai nemmeno più Sylvia riesce a quantificare con esattezza; un lavoro di anni e anni, costellato di incertezze, gioie, paure, entusiasmi, cambi di rotta, improvvise esplosioni di creatività.

Un lavoro scritto e riscritto mille volte, sottoposto al giudizio temporaneo di editor, amiche scrittrici, quasi un lavoro di gruppo, anche perché i personaggi che fanno parte del variegato magico mondo di Sylvia sono presi dalla realtà, sono persone comuni o famose davvero conosciute, da esperienze veramente vissute.

Ma c’è anche tanta fantasia, un romanzo di pura narrativa, una storia che attraversa un arco temporale piuttosto ampio e che ha la forma polifonica del romanzo a più voci in cui i personaggi parlano in prima persona.

Anche se la narrazione prosegue per salti – i cosiddetti voli pindarici del ballerino e coreografo russo Nijinsky – sia temporali che spaziali, il lettore non ha il senso di spaesamento che di solito è il pericolo insito nei romanzi a più voci.

Il senso di spaesamento è annullato dal fatto che la storia ha un unico filo che la lega, che poi è la storia della vita di Sylvia Zanotto e la voce unificante è la sua, anche se la protagonista è Sonia che dialoga con altre tre amiche, ognuna appunto con narrazione in prima persona.

Per capire a fondo il tema di Come Nijinsky occorre conoscere il mito di Medea, che uccise i suoi figli, la cosa più innaturale che possa esistere. Come può una madre prima dare la vita e poi toglierla? È la stessa domanda che si è fatta la scrittrice tedesca Christa Wolf che insieme alla poetessa americana Hilda Doolittle sono le due muse ispiratrici, senza di loro questo libro non sarebbe mai esistito, come riconosce con molta umiltà Sylvia Zanotto nell’appendice dei ringraziamenti.

L’innaturalezza dell’assassinio da parte della madre dei propri figli non è mai risuonata nell’animo di Sylvia, anzi l’ha sempre lasciata esterrefatta. Femminista convinta e militante attraverso le sue opere, ma anche madre e moglie convinta e dedicata (lei dice che stira le camicie a suo marito), Sylvia Zanotto ha fatto del tema della maternità il fuoco che divampa in tutte le appassionate pagine del libro.

Un fuoco che divampa anche nei dialoghi così che essi non assumono la forma classica di scambio di battute tra personaggi, ma quelli di monologhi appassionati che si alternano tra i vari personaggi, in un turbine affascinante di emozioni, saltando (ancora Nijinsky) tra la danza e la poesia, il teatro e la musica, e l’arte in genere.

Nel libro è presente una colonna sonora di brani musicali che abbracciano un lungo e vario periodo musicale che l’autrice raccoglie per il lettore e permette di scaricare e ascoltare per mezzo di un QR che apre una lista su Spotify.

Sonia. Mi spaventa questa pagina in bianco, si apre davanti ai miei occhi come un labirinto di ricordi. Perché devo scrivere questa storia? Perché lo sforzo? Per far uscire queste voci, tutte queste voci che mi abitano, che inondano la mia testa e, a volte, non so qual è la mia e la loro. Credo d’impazzire. (cit.)

Sylvia è Sonia, ma Sylvia è anche Merilì, Angie, Evelyne, le quattro amiche che dialogano, a cui si aggiunge Madame Rose, l’amica della madre di Merilì. Tutti i personaggi sono emanazioni più o meno marcate della personalità dell’autrice che si esprime non in modo statico, parole nere che riempiono pagine bianche, ma in modo dinamico, salti alla Nijinskij, in un affascinante connubio tra danza (nel libro ci sono molte immagini di Sylvia che balla) prosa e poesia. 

“E la scrittura lascia la magia delle parole che invece vorrebbero staccarsi dalle pagine e danzare” - Sylvia Zanotto

Le foto sono relative alla presentazione del romanzo Come Nijinsky di Sylvia Zanotto pubblicato da Nardini Editore del 10 settembre 2024 nel cortile interno della Libreria Libri Liberi in via San Gallo a Firenze, organizzata dall'Associazione Febbre e Lancia con il contributo dell'Estate Fiorentina 2024; ha moderato la scrittrice Nicoletta Manetti e l’accompagnamento musicale è stato a cura di Maurizio Speciale.

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