Scopriamo “Over the Horizon” il fotolibro di LUCA BRACALI
Il ventunesimo libro del fotografo Luca Bracali ci fa vedere
le meraviglie del pianeta terra da un insolito punto di vista

Il sogno di Icaro era la libertà assoluta e il desiderio di volare sempre più in alto, superando i limiti umani. Luca Bracali con i suoi amatissimi droni ha realizzato questo sogno: vedere le meraviglie del creato dall’alto potendo superare l’orizzonte. Una sfida che si è concretizzata con la pubblicazione, a cura dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, del suo ventunesimo libro “Over the horizon – Il mondo visto dal drone”.

Così Luca Bracali ci fa volare sopra a tutti i cinque continenti, partendo dalle spettacolari dune di sabbia bianca del Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses in Brasile (immagine di copertina) attraverso 34 paesi, per concludere il fotoviaggio del libro con le incredibili risaie a terrazza di Mu Cang Chai in Vietnam, la cui bellezza si può ammirare soltanto dall’alto.

"Un lavoro di nove anni, perché neanche un angolo di mondo doveva mancare, dice sorridendo Bracali durante la presentazione del suo libro alla libreria Salvemini di Firenze. “Sono partito da una prima selezione di cinquecento foto dal mio archivio fotografico e poi da queste ne ho scelte centocinquantatré, tutte immagini che ho scattato dall’alto con il drone, uno strumento che per me è stato essenziale per immortalare orizzonti inesplorati".
"Per me poter scattare foto e girare video con il drone è stato un sogno che si è realizzato: dopo aver sorvolato tantissimi paesi in elicottero o con il deltaplano per scovare e immortalare gli angoli più particolari e affascinanti del nostro pianeta con la fotocamera, quello è stato uno strumento che, a partire dal 2016, mi ha permesso di arrivare ad avere prospettive che non sarebbe stato possibile ottenere altrimenti".
Questo non è soltanto un libro di semplice documentazione del pianeta Terra, è anche come dice nella prefazione il Comandante dell’Istituto Geografico Militare Gen. Luigi Postiglione: “uno straordinario invito a riscoprire la bellezza del mondo, a contemplare la fragilità e la ricchezza dei nostri ambienti naturali e urbani. Dall'alto montagne, fiumi, città e deserti si rilevano come opere d'arte, trame complesse disegnate dalla natura, messe a confronto con importanti monumenti frutto dell'ingegno umano”.
Riprendere il mondo dall’alto è sempre stato il sogno di Luca Bracali sin da quando ha cominciato a fotografare: “Ricordo che nel 1992, in Groenlandia, al mio secondo viaggio alla scoperta dell'Europa salii su un elicottero e da lì scattai le mie prime immagini aeree al villaggio di Kulusuk intuendo subito che quella sarebbe divenuta, un giorno o l'altro, la mia vera dimensione espressiva”.
I numeri di Luca Bracali sono impressionanti: ha viaggiato in più di 160 paesi, è autore di 21 libri, è vincitore di 15 concorsi fotografici internazionali, nel 2009 è stato l’unico giornalista a raggiungere il Polo Nord geografico sugli sci. Le sue fotografie sono state esposte in personali in tutto il mondo, ha firmato più di duecento servizi per la RAI, ha firmato 18 reportage per il National Geographic, le sue foto vengono pubblicate sui giornali e le riviste di tutto il mondo. Dal 2017 è ambasciatore a vita dell’associazione no-profit “Save the Planet”. Il Minor Planet Center di Cambridge ha intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto.











