LE PERLE DELL'ARTE DEL 2022 Le celebrazioni per i 140 anni del David alla Galleria dell'Accademia di Firenze

Paolo Orsini • 27 dicembre 2022

Una delle celebrazioni più importanti che si sono tenute nel corso dell’anno che sta per chiudersi è stata quella dei 140 anni dalla realizzazione della Tribuna del David di Michelangelo. 

Il 22 luglio del 1882 la più famosa statua di Firenze, per garantire una maggiore tutela, evitare i continui cambi di sede e a causa di una serie di disavventure (prima un fulmine, poi il braccio rotto, infine una martellata sul piede), venne spostata dalla sua sede davanti a Palazzo Vecchio, all’interno di un impianto basilicale neo-brunelleschiano, appositamente progettato da Emilio De Fabris, autore della facciata ottocentesca del Duomo. Al suo posto venne collocata una copia di Luigi Arrighetti, che ancora oggi simboleggia l’antica funzione di protettrice delle libertà fiorentine, così come l’originale.

Le celebrazioni per i 140 anni del David alla Galleria dell’Accademia hanno visto come protagonisti alcuni conferenzieri, che hanno ripercorso la storia e l’importanza artistica della statua, ma anche alcuni musicisti di fama internazionale che hanno tenuto concerti all'interno della Tribuna del David. Tra tutti spicca, invitata dalla direttrice della Galleria dell'Accademia Cecilie Hollberg, il 27 giugno 2022, Patty Smith, la prima rockstar a esibirsi a fianco del David, non con un concerto vero e proprio, bensì con “un intimo reading musicale e letterario” come lo ha definito, lei che è stata in carriera prima poetessa e successivamente cantante. 

Oltre a interpretare alcune sue canzoni più famose, Patti Smith ha reso omaggio al genio letterario di Michelangelo leggendo alcune sue Rime. Si è esibita accompagnata dal figlio Jackson Smith alla chitarra, dalla figlia Jesse Paris Smith al pianoforte e dal loro caro amico Tony Shanahan al basso. "Sono felice ed onorata di essere in questo luogo magnifico, in questo luogo di bellezza, per celebrare il grande Michelangelo, e tutti i grandi maestri della scultura e della pittura che rendono più bello il nostro mondo" ha detto Patricia Lee Smith, in arte Patti Smith, nata il 30 dicembre 1946 a Chicago. Cantautrice e poetessa, nella sua carriera di oltre quaranta anni ha lasciato la sua inconfondibile cifra stilistica nel genere musicale punk, diventandone l'icona; ha attraversato il mondo in tutte le sue forme d'arte, con la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura, lasciando un segno indelebile in ogni sua espressione. Amata, discussa, potente e idealista, è un vero e proprio mito del rock, che continua a rinnovarsi attraverso la scrittura e a catturare anche le generazioni più giovani con l'intensità visionaria della sua forza artistica e interpretativa.

Il David ha rappresentato un punto di svolta per la vita e la carriera di Patti Smith, che non ha mai nascosto la sua passione per le opere di Michelangelo. Patti, fisico minuto, esile, apparentemente fragile, si sente forte come il David che sfida il gigante Golia, molto più potente di lui: con le sue canzoni sfida il gigantismo dello star system americano criticandone i valori che incarna. Per questo il David le è rimasto sempre nel cuore, per questo volle venire a Firenze a esibirsi, per questo quel 10 settembre 1979 sarà una delle date per sempre impresse nella sua memoria

Quello di Patti Smith del 10 settembre 1979 a Firenze fu il primo dei concerti epocali che segnò il ritorno del rock in Italia. Per anni questo genere di musica era proibito in Italia a causa dei disordini durante i concerti, gli sfondamenti per non pagare il biglietto, oltre al pesante clima per il terrorismo rosso e nero che dilagava. Le band più famose disertavano il nostro paese per motivi di ordine pubblico. Nel 1971 i Led Zeppelin, loro malgrado, furono coinvolti in un disastroso concerto al Vigorelli di Milano, in cui la polizia rispose nella maniera peggiore, caricando e sparando lacrimogeni. Dopo solo ventisei minuti di concerto, gli Zeppelin furono costretti a ritirarsi in camerino, il palco fu devastato e gli strumenti musicali saccheggiati. Il leader del gruppo, Robert Plant, dichiarò che i Led Zeppelin non sarebbero più tornati a suonare in Italia e così fu anche per molti altri artisti rock. Nel 1979 Patti Smith, invece, decise di esibirsi prima a Bologna e poi a Firenze, rompendo l’isolamento in cui l’Italia si era confinata. Patti Smith, abituata fino a quel momento a un pubblico di poche migliaia di spettatori, si trovò improvvisamente di fronte alle 70.000 persone delle tribune e del prato dello Stadio Comunale di Firenze. Gli spettatori, in crisi di astinenza da rock per la mancanza delle grandi stelle del rock dai palchi italiani, si aspettavano una guerriera anarchica, ma si trovarono di fronte un’artista che parlava di cambiamenti a livello spirituale, sventolava sul palco la bandiera americana simbolo del capitalismo e inneggiava a Papa Luciani. In un clima incredibile, fu un concerto straordinario per il coinvolgimento del pubblico, nonostante Patti Smith si esibisse in un palco di piccole dimensioni, con un modesto impianto audio, nessun effetto speciale, assolutamente niente di paragonabile alle faraoniche produzioni di oggi. 

In quel 10 settembre 1979, Patti arrivò presto a Firenze e, come d'abitudine, usci per strada per camminare. Voleva andare all'Accademia “alla ricerca degli schiavi di Michelangelo” e, invece, trovò migliaia di ragazzini accampati nelle strette vie del centro che la riconobbero e la inseguirono. Lei fuggì terrorizzata, rientrò all’hotel Minerva, non è come i Beatles, abituata alle attenzioni da rockstar. Patti Smith è una rockstar, ma ha sempre avuto attorno a sé un tipo diverso di frenesia, fatta di ammirazione, stima, amore, rispetto. Quel pomeriggio, all’hotel Minerva di Firenze, prima del concerto, non solo è distrutta, ma sembra che stia per crollarle addosso tutto quello che lei rappresenta, o meglio quello che gli altri credono che lei rappresenti. Si fece portare al concerto, “in uno stadio da calcio, lontano chilometri da Michelangelo”. Per lei, il David ha rappresentato il Rinascimento nell’arte, lo stadio sarà il capolinea della poesia. Quando arrivò, fu accolta da una marea di agenti di polizia in tenuta antisommossa. La tensione era alle stelle, si temeva che scoppiasse qualcosa di molto vicino a una guerra civile. Patti fece domande, voleva capire, gli agenti le risposero che i giovani contestano ogni cosa, anche senza sapere il perché. Patti ebbe paura, poi fece una cosa che nessuna rockstar aveva mai fatto: si avvicinò alla moltitudine di poliziotti che la proteggevano e chiese loro di pregare con lei. Poi, rinfrancata, salì sul palco.

All’inizio, tutto funzionò perfettamente, il clima fu straordinario, c’era tensione ma non successe nulla di particolarmente pericoloso, nonostante la massiccia presenza di giovani dichiaratamente, come una larga frangia della Sinistra, antiamericani. La polizia aveva decisamente sconsigliato Patti di issare la bandiera americana sul palco, ma lei si era consultata con il fratello Todd e decise di farlo egualmente. Non si limitò a quello: disse esplicitamente al microfono di essere orgogliosa di essere una figlia dell’America. La maggior parte del pubblico applaudì, ma in molti la fischiarono, la tensione salì fino al livello di guardia. Partì “My Generation”, il brano con cui Patti chiudeva solitamente i concerti, ma stavolta decise che serviva qualcos’altro, serviva un gesto fortemente simbolico, così scelse “You Light Up My Life”, una canzone di Debbie Boone, la figlia di Pat. È una dichiarazione d’amore, un ringraziamento alle persone che hanno acceso la sua vita. Il concerto finì, ma la tensione rimase ad appesantire l'aria fiorentina. Mentre tornava in albergo, Patti Smith disse: “Ne ho abbastanza, è finita”. Stupita e sopraffatta da quella moltitudine assetata di vibrazioni che l’hanno soffocata, si ritirerà dalle scene per nove lunghi anni. Questa volta il Golia aveva schiacciato il David. Firenze e il suo David hanno segnato un punto di svolta significativo nella vita di Patti Smith.

Qui di seguito i link alle Conferenze che si sono tenute alla

Galleria dell’Accademia

per le celebrazioni dei 140 anni della tribuna del David:


ALDO CAZZULLO 

Firenze, patria morale degli italiani

CRISTINA ACIDINI

Travi e rotaie. Il trasporto del David alla Galleria nel 1873

FELIPE PEREDA

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