CIME TEMPESTOSE, il capolavoro di Emily Brontë: meglio il libro o il film?

Paolo Orsini • 20 febbraio 2026

Confrontiamo la nuova versione cinematografica

con il capolavoro ottocentesco di Emily Brontë

Emily Brontë ha scritto un capolavoro della letteratura inglese ottocentesca, noto per la sua intensità emotiva e la profondità dei suoi personaggi. Cime tempestose, ambientato nella brughiera dello Yorkshire, intreccia le storie di amore e vendetta tra Heathcliff e Catherine, due anime tormentate la cui passione supera i confini del tempo e della morale. Emily Brontë crea un’atmosfera cupa e selvaggia, dove la natura riflette lo stato d’animo dei protagonisti e la drammaticità degli eventi.

Il linguaggio è ricco e suggestivo, capace di coinvolgere il lettore in un vortice di sentimenti contrastanti. La struttura narrativa, che alterna voci e prospettive, aggiunge profondità e mistero alla vicenda. Nonostante la durezza delle tematiche trattate – la solitudine, il rancore, la disperazione – il romanzo offre spunti di riflessione sulla potenza dell’amore e sulla capacità dell’uomo di autodistruggersi.

Il romanzo non racconta una vera e propria storia d’amore tra i due protagonisti, piuttosto dipinge a tinte forti l'atmosfera dell'ambiente circostante, e si distingue nettamente dal film, in cui invece il tema dell'amore è centrale. Il libro, scritto in epoca vittoriana, mantiene spiccati collegamenti con quel periodo, evitando romanticismi e abbellimenti, mostrando la realtà in modo diretto. Emergono elementi gotici moderni come ambientazioni cupe ed episodi paranormali, anticipando tematiche care a Edgar Allan Poe. Anche il finale conserva un forte senso di inquietudine e mistero.

La storia ruota attorno a Catherine e Heathcliff, che si nutrono delle vite altrui per poi distruggerle, mossi da vendetta ed egoismo. La lettura suscita forti emozioni, contrastanti, che si sedimentano col tempo, portando la lettura verso una riflessione più profonda. Giudicare superficialmente un’opera non permette di comprenderla davvero; occorre immedesimarsi nei personaggi e nelle loro storie. In Heathcliff e Catherine si ritrova il fuoco passionale di Emily, soffocato dalla morale rigorosa dell’epoca e dall’ambiente familiare severo.

Il romanzo non offre un vero lieto fine, ma lascia spazio a una flebile speranza di redenzione, difficile da riconoscere subito. La condanna che colpisce Heathcliff e Catherine nasce dall’incapacità di seguire i propri sentimenti e dalla passione distruttiva che li lega. La morale e le convenzioni sociali diventano il motore della tragedia che travolge tutti. Emily Brontë sceglie una narrazione estrema, senza compromessi. La follia amorosa, soffocata dalla società, porta inevitabilmente alla rovina.

Emily Brontë, ha scritto molto ma il solo romanzo Cime tempestose, pubblicato nel 1848, è sopravvissuto ed anche molte poesie sono andate perdute. Dopo aver letto il libro, non è facile gestire le emozioni suscitate dalla sua prosa intensa, fatta di rabbia e dolore. Emily non ha celebrato l’amore convenzionale, ma ha raccontato passioni distruttive e vendetta. La sua opera è un grido di ribellione contro i dettami sociali imposti alle donne, una vittoria personale segnata però dalla sua precoce scomparsa.

Il protagonista del romanzo è Heathcliff, un uomo segnato da un'infanzia difficile, adottato e poi maltrattato dal fratello Hindley Earnshaw, che lo riduce al ruolo di servo. La sua vita si articola in quattro fasi: infanzia tormentata, giovinezza segnata dalla fuga dopo il rifiuto di Catherine, maturità caratterizzata dalla vendetta contro chi lo ha umiliato e la conclusione, in cui si consuma nell'odio e nella perdita, fino alla morte accanto al fantasma dell'amata Cathy.

Heathcliff incarna una personalità eccezionale e tenebrosa, dominata da passione, odio e vendetta assoluti, che lo rendono immune a qualsiasi riscatto o redenzione. La sua attrattiva sulle donne viene spiegata dal fascino del "bel tenebroso" e dalla sua sofferenza profonda, che suscita empatia e il desiderio di salvarlo. Anche la figura di Catherine, ambigua e moderna, contribuisce ad alimentare la sua ossessione, mentre la devozione della moglie Isabella e la relazione con Hareton e Linton mettono in luce ulteriori sfaccettature della sua ferocia e complessità.

Il romanzo, attraverso atmosfere gotiche e una narrazione innovativa, offre un ritratto di Heathcliff come un uomo che vive l'amore in modo divorante e autodistruttivo, affascinando generazioni di lettrici con la sua incapacità di trovare pace o possibilità di riscatto. Alla fine, Heathcliff rimane un "psicopatico di carta", che attira l'immaginazione e il desiderio di salvezza, ma da cui ci si può difendere in un solo modo, semplicemente chiudendo il libro.

Sappiamo tutto del libro, ma quanto sappiamo della giovane donna che lo ha scritto nell’Ottocento? Il Segnalibro dell’Orso segnala il film Emily, che approfondisce la biografia dell'autrice di Cime tempestose, facendoci entrare nella vita ribelle che ha ispirato una delle storie d’amore più travagliate di sempre. L’opera prima dietro la macchina da presa di Frances O’ Connor è un racconto in parte romanzato di quella breve parentesi vitale – durata poco più di un trentennio – irrequieta e sediziosa della scrittrice inglese Emily Brontë.

La regista Emerald Fennell ha realizzato un adattamento molto personale del celebre romanzo di Emily Brontë, privilegiando uno stile pop, glamour e barocco, con forti tinte estetiche e una narrazione enfatizzata dalla fisicità e dalla passione tra i protagonisti, interpretati da Margot Robbie e Jacob Elordi. La regista elimina elementi chiave come il contesto sociale ottocentesco e la dimensione gotica, sostituendoli con una messa in scena volutamente kitsch e moderna, resa ancora più evidente da una colonna sonora pop e costumi anacronistici.

Questa versione, che farà inorridire i puristi, sacrifica la complessità morale e i temi originali del romanzo, riducendo la storia a un rapporto ossessivo tra Catherine e Heathcliff, e trascurando sia il dramma delle differenze di classe sia le pressioni sociali che animavano la vicenda di Brontë. Ne risulta uno spettacolo patinato e superficiale, più vicino a un fotoromanzo che a una vera rilettura della tragedia romantica, dove la commozione e la profondità lasciano spazio a un intrattenimento visivo volutamente esasperato e artificiale.

L'attuale versione cinematografica ha eliminato molte trame secondarie e diversi personaggi minori, concentrandosi esclusivamente sulla relazione ossessiva e passionale tra Catherine e Heathcliff, magistralmente interpretati da Margot Robbie e Jacob Elordi. Lo sfondo storico e la complessità morale del testo originale vengono sacrificati in favore di un’estetica barocca e volutamente anacronistica, con costumi stravaganti e scenografie allucinate, che trasformano la brughiera nello scenario di un sogno dai colori sgargianti.

La narrazione filmica si allontana dai temi principali del romanzo, come la vendetta e la questione sociale, per lasciare spazio a una storia d’amore esasperata e artificiale, in cui la chimica tra i due protagonisti si impone sulla fedeltà letteraria. Le scelte di casting, la colonna sonora moderna e le numerose licenze creative non fanno certo del film una rilettura filologica della tragedia romantica; ma forse è proprio questo il suo pregio maggiore se ci si lascia conquistare dal suo stile eccessivo e dalla visione personale della regista Emerald Fennell, che lo ha detto e ripetuto: "il mio Cime Tempestose non è un adattamento cinematografico del romanzo di Emily Brontë, ma una storia d'amore dark, che mi sono immaginata leggendo il libro". Insomma: è la sua fan fiction. Sospiri, struggimenti e slanci di passione inclusi. 

Si possono anche trovare spunti originali e attraenti nel film di Emerald Fennell. Un elemento centrale che coinvolge sin da subito è la colonna sonora, in particolare la canzone "House" di Charli XCX, capace di creare un'atmosfera intensa e ossessiva già dalla prima inquadratura. Inoltre, i dettagli estetici del film, soprattutto i costumi iconici di Margot Robbie e l'oggettistica surreale quasi sempre presente, sono caratterizzanti delle varie ambientazioni. La regista, consapevole dell'impossibilità di un adattamento fedele, semplifica la trama del libro concentrandosi sulla relazione tossica e passionale tra Catherine e Heathcliff, esagerando volutamente sul piano visivo e sensoriale. I dialoghi mantengono la forza dell'originale, pur adattandosi a uno stile meno ricercato e più contemporaneo. Il film alterna scene leggere a momenti più cupi, con particolare attenzione ai personaggi secondari come Isabella e Nelly, che acquistano una nuova profondità e spazio narrativo. Alcune scelte di casting e di sceneggiatura risultano controverse, ma la recitazione di Margot Robbie e Jacob Elordi riesce a superare i dubbi iniziali, regalando momenti di grande intensità emotiva.

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