SPIAGGIA & LETTURA i libri che ho letto al mare e che mi sono piaciuti

Paolo Orsini • 19 agosto 2022

IL RIFRULLO DEL DIAVOLO

di Andrea Improta

Un’antica leggenda popolare fiorentina racconta che il diavolo inseguisse un prete per carpirgli l’anima fino sul sagrato del Duomo. Il prete disse a Lucifero che, prima di consegnargli l’anima, avrebbe un’ultima volta pregato e il diavolo acconsentì, lasciandolo entrare in Duomo, da dove il prete fuggì, passando da una porta secondaria. Lucifero non se ne accorse e restò fuori ad aspettarlo. Alla fine, cominciò a sbuffare d’impazienza, sollevando una leggera brezza, mentre, quando si accorse dell’inganno, sfogò la rabbia con un forte vento di tramontana. 

Ancora oggi, per le strade intorno alla cattedrale fiorentina, si può percepire questo vento, il rifrullo del diavolo, la stessa brezza che sembra aver penetrato un appartamento, dove viene ritrovata senza vita Giulia, giovane universitaria che, per rendere la sua vita più facile, frequenta un sito d'incontri dove vende il suo corpo, vittima di una sadica violenza che è soltanto l’inizio di una complessa e dinamica serie di accadimenti. 

Il commissario Manfredi avrà il compito di sbrogliare l’intricata matassa, composta anche e soprattutto da intrecci personali e sentimentali tra i vari personaggi, ognuno dei quali ha la sua buona dose di scheletri nell’armadio. Il romanzo è un thriller, con numerosi colpi di scena e un imprevedibile finale degno di questo genere, ma anche una serie di storie, fra i vari personaggi, d’amore, nelle sue molteplici forme, romantico, passionale, morboso, quello che porta a fare gesti privi di senso per reagire ai tradimenti, alle delusioni, agli inganni. Violenza e amore, due opposti ma inseparabili aspetti dell’animo umano, s’intrecciano in maniera indissolubile per tutto il romanzo. Anche il Commissario Manfredi, dopo molti anni di solitudine, sarà coinvolto in una grande storia d’amore con Alice. Infatti, uno dei temi alla base del romanzo, è proprio quello della “guerra” che l’autore conduce contro l’apatia, la rinuncia ai propri desideri e ai propri sogni, il prendere la vita soltanto con goliardico disincanto, mentre c’è sempre la possibilità di riscossa, soprattutto la convinzione che c’è sempre l’opportunità di vivere un amore vero, una relazione vera che porta alla felicità, anche a una certa età. Una guerra contro la perdita della fiducia in sé stessi, cosa che non può in nessun modo giustificare il fatto che non ci si possa dare da fare per essere migliori, verso sé stessi e soprattutto verso gli altri. 

Con questo non bisogna pensare che il romanzo sia sentimentale e sdolcinato, anzi il registro lessicale è crudo e a volte volgare, ma non disturba affatto, anzi serve a evocare la giusta atmosfera in certi ambienti e in alcune situazioni, del resto l’autore non fa mistero della sua passione letteraria verso Charles Bukowski. Mi sento portato a consigliare questa lettura, non certo relegandola a semplice divertimento da spiaggia, ma qualcosa di maggiore spessore, dove l’introspezione dei personaggi, il loro approfondimento psicologico e la descrizione delle dinamiche interne che li fanno soffrire o gioire, può provocare nel lettore, oltre alla piacevolezza di una lettura scorrevole e attraente, anche una personale riflessione sui propri sentimenti e sul proprio vissuto.

Le foto sono relative alla presentazione del libro, avvenuta il 14 maggio alle ore 18.00 a Firenze, nello splendido chiostro del Caffè Letterario del Conventino, in via Giano della Bella, con la presenza di Cristina Gatti, presidente del Gruppo Scrittori Firenze, che ha intervistato l’autore e letto alcuni brani del romanzo, inframezzati da alcuni interventi al sax del Duo Meissa. L’atmosfera particolare del Chiostro del Conventino, con il suo prato e i suoi grandi alberi, la bravura di Giulia Fidenti e Alda Dalle Lucche ai sassofoni, la simpatia della conduttrice, hanno fatto da perfetta cornice all’approfondimento letterario del romanzo Il rifrullo del Diavolo di Andrea Improta.

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